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Exoplanets, intervista a Marco Bersanelli

Uno spazio al #meeting18 dedicato alla scoperta dei pianeti extrasolari

Astrofisica protagonista al #meeting18. Grazie ai partner ormai storici Associazione Euresis e Camplus, uno dei nuovi “spazi” della manifestazione saranno dedicati a una delle scoperte che hanno destato maggior attenzione nel mondo scientifico negli ultimi anni.

Con grande sorpresa anche degli scienziati, infatti, di recente si sono scoperti una enorme quantità di pianeti che ruotano intorno ad altre stelle, i cosiddetti “pianeti extrasolari”, o “exoplanets”. Le ricerche più recenti indicano che, solo nella nostra galassia, si contano a miliardi. Alcuni di essi sono simili alla nostra Terra e, allo stato attuale delle conoscenze, non possiamo escludere che possano ospitare qualche forma di vita.

Che cosa sappiamo oggi di questi pianeti? Come si formano? A quali condizioni si possono realizzare altrove ambienti simili a quello terrestre, capaci di ospitare vita? E quanto veramente abbiamo compreso il sorgere della vita e la sua evoluzione qui sulla Terra?

E, infine, perché ci appassiona e ci inquieta il pensiero che altrove, in qualche luogo lontano, possa esserci vita? Che impatto avrebbe, per noi e per il mondo intero, la notizia di una tale scoperta? O, al contrario, la virtuale certezza di essere soli nell’universo cambierebbe qualcosa dell’idea che abbiamo di noi stessi, della nostra concezione della vita, della nostra dignità di esseri umani?

Exoplanets è pensato come un grande spazio in cui si alterneranno momenti espositivi e momenti di incontro. Saranno presenti giovani ricercatori che lavorano sul tema degli Exoplanets ad alto livello internazionale e che racconteranno il loro lavoro di ricerca mostrando gli exhibits esposti.

A Marco Bersanelli, docente di Fisica ed Astrofisica all’Università degli Studi di Milano e curatore dello spazio Exoplanets, abbiamo chiesto di raccontarne in anteprima i contenuti e i protagonisti.

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