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“Il passaggio di Enea”, l’arte contemporanea torna al Meeting

Sulle spalle ha il padre Anchise, per mano tiene il figlioletto Ascanio. Dietro di sé ha la città di Troia in fiamme. Ma nella sua mente sta già nascendo l’idea di una nuova civiltà: Roma. «Così è l’Enea scolpito da Gian Lorenzo Bernini», spiega il giornalista e blogger di arte contemporanea Luca Fiore. «E così è ogni grande artista, che sa fare sintesi della tradizione ma sempre con l’occhio rivolto al futuro».

Proprio al rapporto tra tradizione e progresso, tra passato e futuro, tra conservazione e innovazione si giocherà la mostra “Il passaggio di Enea”, che sarà ospitata dall’edizione 2017 del Meeting. La mostra sarà realizzata a cura di Casa Testori, il centro di arte e di cultura che sorge a Novate Milanese nella casa natale del grande scrittore lombardo.

L’esposizione, che viene realizzata grazie anche alla piattaforma di crowdfunding Eticarim (clicca qui per contribuire) si pone in diretta continuità con il titolo del Meeting 2017: “Quello che tu erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo”.
«Già due anni fa proponemmo una mostra sull’arte contemporanea», spiega Fiore, che sarà tra i curatori dell’evento, «con testimonianze e filmati su protagonisti dell’arte contemporanea. Questa volta però faremo un passo in più, perché saranno presenti anche le loro opere».

I nomi? Ancora top secret. «Per ora possiamo anticipare che ci sarà un padre nobile d’eccezione a vigilare con una sua opera sugli artisti presenti in mostra: Andy Warhol. E comunque i nomi saranno di prim’ordine: alcuni tra i maggiori artisti internazionali viventi e con loro giovani talenti in ascesa».
«Nel destino dell’artista c’è sempre il bisogno di una fedeltà e di una discontinuità insieme», annota ancora Fiore. L’arte è un’avventura di conoscenza che deve sempre passare per un nuovo inizio. L’artista contemporaneo sta sulle spalle dei giganti che lo precedono «ma stare sulle spalle aiuta a fare un balzo in avanti, non è un farsi traghettare».

La mostra così documenterà alcuni casi di questo doppio rapporto di fedeltà/infedeltà con la tradizione, tenendo conto che lo strappo nell’arte di oggi avviene non solo nei contenuti espressi, ma anche nella scelta dei linguaggi e del mezzo espressivo: dalla pittura alla fotografia e al video, dalla scultura all’installazione ecc. Accade così, ad esempio, che il quadro si trasformi in luogo, per trovare una nuova forza di relazione con lo spettatore.

Il percorso sarà introdotto da un video, necessario a dare qualche premessa storica e alcuni strumenti utili per confrontarsi con le opere. Ogni opera poi sarà corredata da una breve presentazione e verrà affiancata dall’immagine di un’opera del passato con cui instaura un dialogo, una sorta di “padre” che ne rappresenta l’antecedente ideale.

Come già due anni fa inoltre l’interazione con le guide volontarie che attenderanno i visitatori fuori dalle stanze sarà un punto qualificante della mostra: non “ti spiego che cos’è”, ma “condivido con te quello che hai vissuto”. Anche i curatori saranno a disposizione per l’intera settimana in una stanza che conclude il percorso, utilizzata anche per presentazioni a rotazione degli artisti presenti in mostra.

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