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“OGNUNO AL SUO LAVORO - Domande al mondo che cambia”

Il mondo del lavoro e le sue sfide prendono forma nella mostra del prossimo Meeting. Oltre 40 ragazzi stanno lavorando alla realizzazione di una mostra guidati da Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà

“Il lavoro oggi costituisce una condizione molto stringente” - racconta Marco Saporiti, designer della Comunicazione e uno degli ideatori e curatori della mostra - e il mercato richiede forte competitività, figure professionali nuove e in continua evoluzione. Cresce la difficoltà a farsi assumere. I tempi nel mondo dell’occupazione sono sempre più stretti, ridotti. Permane la voglia, il desiderio, di costruire una propria impresa che però sembra sempre più una chimera”.

Davanti a queste difficoltà e condizioni il titolo del meeting 2017 ”Quello che tu erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo” ha spinto i giovani neo laureati e curatori a porsi una domanda: “A chi guardo per affrontare la sfida che il lavoro rappresenta?”. Marco, 26 anni, racconta: “Mi sono laureato da poco in design della comunicazione. Ho tante domande da porre circa il mondo del lavoro, ma non sempre so a chi porle. Così, insieme a Giorgio Vittadini, ho lanciato ad alcune persone, amici che come me sono giovani e impegnati in questa nuova circostanza della vita, la stessa provocazione che vivo per arrivare ad una mostra dedicata al lavoro.

La difficoltà di inserimento dei giovani nel mondo del lavoro è un problema comune a molti Paesi, che riguarda ormai tutte le fasce d’età.

“La mostra è partita da un gruppo di giovani, una ventina di ragazzi tra i 25 e i 30 anni, che in compagnia di alcuni adulti, hanno messo in condivisione le proprie domande legate al mondo del lavoro. Queste 20 persone mi hanno colpito. Mi hanno impressionato per come affrontano le sfide del vivere. Con lo stesso criterio sono state invitate e coinvolte altre persone”.

Quando un lavoro è veramente utile a sé e agli altri?
Quali sono i criteri per scegliere un lavoro?
Cosa significa seguire il proprio desiderio quando non è pienamente soddisfatto dalla condizione di lavoro? Si può accettare un lavoro che non piace?
Come instaurare un rapporto positivo con il proprio capo?
Come fare a conciliare l’essere mamma e la carriera?
Che cosa è più importante tenere conto nei primi anni di lavoro: imparare, stipendio, soddisfazione?


Queste sono alcune domande emerse dai nostri momenti di incontro e di lavoro per costruire il percorso della mostra.

“Per cercare di dare risposta a questi quesiti - spiega Marco - andremo prima a interrogare il mondo del lavoro in senso lato, capendo com'è strutturato oggi, come si è evoluto negli anni e cosa chiede il mercato. Successivamente intervisteremo chi, secondo noi, è interessante ascoltare perché ha affrontato o affronta quotidianamente tutti questi punti interrogativi”.

Alcuni giovani curatori raccontano l’esperienza che stanno vivendo nella costruzione di questa mostra: « Siamo un gruppo di giovani che va a cercare e a conoscere de gli uomini interessanti». (Maria Chiara, 27 anni, ingegnere)

«Questa mostra mi ha affascinato proprio per questo aspetto: perché è un'occasione per domandare. È una mostra fatta di interrogativi e mi affascina ancora di più la possibilità di conoscere. Mi accorgo, infatti, che il lavoro è un mondo inesauribile. In fondo non lo conosco. In questo senso desidero e mi auguro che questa esposizione, possa essere sia nella preparazione che nel risultato finale, una possibilità di conoscenza e di scoperta». (Sara, 26, praticante avvocato)

Allestire la mostra sul lavoro diventa per i ragazzi anche un momento di stimolo e di crescita.

«Ritengo che questa mostra proponga un approccio molto interessante: non vuole chiudere nessuna questione, ma lasciare aperto un dibattito a partire dai contributi che ciascun intervistato saprà dare [...] Questo tipo di lavoro è ciò che mi interessa: incontrare persone che prendano sul serio le mie domande e paragonarmi con la loro esperienza. Credo sia questa la strada più adeguata per potere verificare una proposta e riguadagnarla personalmente». (Andrea, 28, HR Business Partner)

«Penso che una mostra così permetta di vivere la realtà con un attenzione particolare, in modo da intercettare tutti i suggerimenti che il mondo ci manda, per poter essere i protagonisti del domani». (Giovanni, 26, architetto)

«Attraverso la preparazione di questa mostra mi scopro bisognoso di essere educato e risvegliato ad una apertura e passione alla realtà, che mi renda protagonista del mio lavoro, della mia vita e di questo mondo». (Marco, 28, Consultant strategico)

La mostra sul lavoro non vuole, dunque, dare una risposta ma come dice Marco: ”Vuole provocare e provocarci, indicando dove e chi guardare per crescere, ponendo tutte queste domande dentro la sfida quotidiana dell’oggi ”.


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