“Thank you for the rain”

Press Meeting

Rimini, domenica 19 agosto –“I muri non bastano più. I problemi di questi paesi sono i nostri, le so-luzioni che troveremo per questi paesi serviranno anche a noi”. Emilio Dalmonte, funzionario della Commissione Generale per Cooperazione internazionale e Sviluppo di Bruxelles, esordisce così pre-sentando il programma settimanale dello stand dell’Unione Europea, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica su tematiche come l’eguaglianza di diritti, il surriscaldamento globale, la pace e la sicurezza.
Il progetto inizia con la proiezione del documentario “Thank you for the rain”, vincitore dell’Objectif d’Argent al Millennium Documentary Film Festival a Brussels. “Un film vero, commovente, ottimista, fonte d’ispirazione, che incarna il perché della cooperazione internazionale e aiuto allo sviluppo al resto del mondo”: queste le parole di Dalmonte sul documentario con protagonista Kisilu Musya, contadino proveniente dal Kenya impegnato nella modernizzazione dell’agricoltura per il suo popolo. La pellicola, lavoro condiviso della regista norvegese Julia Dahr e dello stesso Kisilu, segue l’evoluzione di quest’ultimo da padre di famiglia a leader di una rete di agricoltori della sua zona, ad attivista mondiale impegnato nella lotta contro il cambiamento climatico e per un utilizzo di risorse energetiche più ecosostenibile.
Incentrato sulla famiglia Musya, di 9 componenti, il lungometraggio mette in luce quanto l’agricoltura, e di conseguenza l’esigenza di salvaguardarla attraverso soluzioni globali alla minaccia di cambiamento climatico, sia fondamentale non solo per le popolazioni del terzo mondo. Siccità, alluvioni, ristrettezze economiche, scarso consenso dal suo popolo portano Kisilu a una fase di scoraggiamento. “Pianificare, fallire, pianificare, fallire. Ho pianificato e non ho realizzato niente. Perché gli insetti riescono a lavorare insieme e gli umani no? Indica che non prendiamo seriamente la nostra vita”. Chiaro e significativo il messaggio di Kisilu, che trova come veicolo per diffonderlo al mondo l’invito alla Conferenza ONU a Parigi sui cambiamenti climatici. Riferendosi ai capi di Stato presenti a Parigi impegnati a raggiungere un accordo su scala globale afferma: “Non sanno condividere e comprendere. Ogni leader è come un genitore, è questo che mi aspetto”.
Con la speranza di un futuro migliore, Kisilu e sua moglie continuano nella piccola realtà del loro ter-ritorio a far crescere la rete di agricoltori. Riesce così a permettersi l’istruzione dei figli e a promuovere gli istituti di formazione agricola nel suo paese, ad oggi 47.

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