LA QUALITÀ COME CULTURA: LA FORZA DEL MADE IN ITALY

Press Meeting

L’incontro si è tenuto nella sala C1 Siemens, in collaborazione con Unioncamere. Enrico Biscaglia, direttore generale della Compagnia delle Opere ha introdotto l’appuntamento affermando che “è necessario, per una efficace promozione dei prodotti made in Italy, che aziende e istituzioni si impegnino per incontrarsi e confrontarsi. La qualità dei prodotti che vengono realizzati nel nostro paese è determinante, per affrontare un’epoca di grande crisi e di cosi forte competitività, in ogni settore, del mercato del lavoro. Per questo motivo ritengo che sia davvero decisivo valorizzare all’interno di tutti i contesti nazionali e internazionali i nostri prodotti e le nostre risorse”.
Stefano Berni, direttore generale del Consorzio per la tutela del Grana Padano, ha affermato che: “l’Italia che produce ed esporta è obbligata a puntare su prodotti di qualità, visto che ci troviamo di fronte ad una elevata competizione sul mercato internazionale. I costi di produzione riguardano soprattutto l’ambito alimentare. Nell’alimentazione qualità, equilibrio e tradizione sono concetti rilevanti cui il consumatore presta grande attenzione: basti pensare, ad esempio, alla cura che nel nostro consorzio attribuiamo all’utilizzo e al controllo del latte, che deve, ad esempio, presentare la giusta quantità di proteine e grassi ed essere adeguatamente pastorizzato. L’Italia, rispetto ad altri paesi, presenta il grande vantaggio di produrre latte ‘in casa’, per cui abbiamo possiamo risparmiare sui trasporti. A distanza di 15 anni la produzione di Grana Padano è incrementata del 40 per cento, con grande attenzione del nostro consorzio proprio alla qualità. Una grande minaccia al made in Italy è data dalla presenza sempre più preoccupante sul mercato di formaggi che si presentano come italiani ma non hanno il nostro marchio, per cui abbiamo richiesto alla comunità europea e internazionale maggiori controlli”.
Sulla salvaguardia del made in Italy ha insistito molto anche Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere, che ha sottolineato: “Il nostro paese è rinomato per le sue bellezze artistiche e paesaggistiche in tutto il mondo. Se noi pensiamo, ad esempio alla costiera amalfitana, ci vengono in mente proverbi che scherzosamente dicono che un amalfitano alla sua morte non si accorgerà nemmeno del paradiso, in quanto ha già vissuto la sua vita in un paradiso. Dobbiamo pensare al nostro paese come a uno zaino di risorse che possono essere messe a disposizione dei mercati di tutto il mondo: ci incoraggia molto pensare che alcuni nostri prodotti alimentari sono ai posti più alti nella classifica dei brand più conosciuti dopo Coca Cola e Visa”.
Riccardo Monti, presidente dell’Agenzia per la Promozione dell’Estero e l’Internazionalizzazione delle Imprese Italiane ha avuto il difficile compito, nel suo intervento, di sottolineare quanto si stia facendo in Italia per valorizzare la promozione di molti prodotti in alcuni paesi esteri e dell’est asiatico. “La parola che più riassume lo spirito di chi fa il nostro lavoro è passione – ha esordito – È importante che noi italiani trasmettiamo anche agli stati esteri la passione per il nostro paese, per le nostre opere ed i nostri prodotti: l’aspetto più importante è, infatti, convincere i nostri clienti. Non si va in Cina e in Russia senza promuovere investimenti, senza avere argomentazioni valide per presentare un certo tipo di prodotto. Molti settori in cui siamo forti, quali la nautica e l’arredamento, costituiscono il punto di partenza per la promozione del made in Italy anche nei paesi orientali. Siamo, è vero, in un periodo di forte crisi, ma il nostro compito di promotori economici è tenere sempre chiara davanti a noi l’ottica della globalizzazione”.
Articolato è stato anche l’intervento di Vincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di Gestione Coop Italia e di Centrale Italiana, che ha evidenziato come la crisi economica costituisca una grave minaccia al made in Italynel mondo: “Il modello di riferimento che più ammiro è quello francese: la Francia è sempre presente nella promozione economica all’estero, anche qui in Italia”. È per questo che, nonostante la crisi, ha osservato il presidente di Coop Italia, molti imprenditori italiani non hanno alzato bandiera bianca e si sono anzi impegnati nell’immettere sul mercato nuovi prodotti e nuove risorse. “Purtroppo, contrariamente a quanto detto al Meeting dal presidente Monti, io non vedo grandi margini di uscita dalla crisi: c’è infatti un vero impoverimento in vari settori, i consumatori sono sempre meno propensi ad investire e si ha necessità spesso di sostegni e tutele, anche in ambito familiare”. Il nostro mercato quindi a detta del leader delle Coop procederà ad una riduzione degli acquisti sulla soia e su altri cibi molto importanti o risorse in ambito alimentare. Conclusione: “Noi imprenditori dobbiamo sempre porci la domanda: sappiamo vendere la nostra produzione?”

(F.P.)
Rimini, 22 agosto 2012