Intelligenza artificiale e umanità del medico

Press Meeting

Rimini, sabato 25 agosto – Nell’Arena Meeting Salute C3 si è svolto alle 12.30 l’incontro dedicato al contributo che le ricerche e le innovazioni acquisite nell’ambito dell’intelligenza artificiale (I.A.) possono dare nel rapporto medico-paziente. A parlarne c’erano Matteo Moscatelli, head of Digital & Enterprise Services Siemens Healthcare; Antonio Pelliccia, Health & Life Science, IBM Italia; Vincenzo Papa, CONSIS Group Artificial Intelligence International Research Framework. Ha introdotto Gian Franco Gensini, presidente Sit (Società Italiana di Telemedicina).
Gensini ha presentato gli invitati e il tema partendo dai tre fattori che caratterizzavano, nel mondo antico, la figura del medico: amor, suavitas e humanitas. “Il paziente percepisce, nel suo rapporto con il medico ciò che egli esprime attraverso la comunicazione verbale e la comunicazione non verbale, (come la postura, l’intonazione di voce, la mimica facciale, la gestualità). Il paziente ha sempre la percezione di avere poca attenzione su di sé da parte del medico. Il fattore tempo è quindi importante”. “Può l’I.A. contribuire a migliorare la relazione?”, si è chiesto Gensini. Pelliccia ha precisato che “l’I.A. non è un software. Ha certamente bisogno di reti neurali, di capacità di calcolo, di una struttura e di un ecosistema. Nell’ambito della medicina essa aiuta semplicemente le persone a compiere attività ripetitive, velocemente e facilmente”. Per esempio, nell’ambito della diagnostica, a partire dalla ricognizione di una molteplicità di dati acquisiti, si possono fare previsioni. La tecnologia aiuta i ricercatori a trovare correlazioni significative. L’I.A., se addestrata dall’uomo, attraverso degli algoritmi, può riconoscere e contemplare anche nuove situazioni”.
Anche Moscatelli e Papa, attraverso slide e videoclip hanno documentato, nell’ambito delle aziende per cui lavorano, i contributi dell’I.A. La nascita e lo sviluppo della tecnologia in ambito medico possono ingenerare il rischio di un riduzionismo tecnologico, ovvero la concezione secondo cui lo strumento possa sostituire l’umanità del medico. E, tuttavia, lo strumento è posto al servizio e quindi dipende sempre da come lo si usa.
Nel Corpus Hippocraticum si fa riferimento all’amicizia e alla capacità di adattamento medico al caso particolare e alla biografia del paziente. Le tendenze dell’I.A. permettono di realizzare più compiutamente le relazioni medico-paziente, ha concluso Papa.

(A.Li.)

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