Il miele e la neve. Il ritorno di chi si era perso: l’avventura della Pars

Press Meeting

Il problema delle tossicodipendenze e la speranza di un ritorno alla vita sono stati al centro dell’incontro, in sala eni B1 delle ore 17.00. Ad introdurre i relatori (dopo una breve entrée musicale, il duo per violino e viola op.13 di Louis Spohr eseguito da Michele e Matteo Torresetti) è Giorgio Vittadini presidente della Fondazione per la Sussidiarietà. Nel suo saluto Vittadini ha sottolineato la gravità del fenomeno delle dipendenze, spesso male rappresentato dai media. Lo ha fatto citando alcuni dati: 2,3 milioni sono le persone affette da tossicodipendenza, oggi, con l’alcolismo, prima causa di morte giovanile.
Qui entra in gioco Pars, comunità terapeutica di recupero per tossicodipendenti e malati psichici, che ha sede a Corridonia, in provincia di Macerata. L’esperienza di questa realtà è stata raccontata da Patrizia Rallo, Salvatore Abbruzzese e Josè Berdini, rispettivamente insegnante di scuola per l’infanzia, sociologo dell’Università di Trento e responsabile delle comunità terapeutiche Pars.
Rallo ha raccontato la propria esperienza di madre, con una figlia rinata dopo trascorsi con la droga, grazie all’aiuto ricevuto da Pars: “La paura mi avrebbe paralizzato se non avessi intuito, un attimo dopo, che quella poteva essere la modalità misteriosa con cui Dio operava per trasformare la sua vita. Nella disperazione è balenata una luce, l’intuizione che di quel dramma Egli potesse fare una cosa grande, che quello per Maria potesse essere l’inizio e non la fine”. “Di fronte a quei fatti terribili – ha aggiunto – ho pensato Dio si faceva incontrare così, ho capito che era la sua risposta per me. È iniziato un cammino doloroso, lungo e pieno di ostacoli, ma Dio ha esaudito la mia domanda. Maria è diventata una donna, è cresciuta e ha a sua volta una famiglia, un bambino che è frutto del grande amore che il Signore ha avuto per la sua vita e per tutti noi”.
Abbruzzese è l’autore di un libro sulla comunità (Il miele e la neve), nel quale raccoglie una serie di interviste a giovani ospiti per inquadrare questo percorso di speranza e di luce. Tre sono gli elementi che, secondo il relatore, sviluppano l’azione di recupero: una vita quotidiana ordinata e attenta agli altri, guardare a chi è riuscito a guarire, il reinserimento nella società. Elementi necessari, ma non sufficienti. Un percorso come questo è reso possibile attraverso la mano cristiana della fraternità “San Michele Arcangelo”, un servizio presente nella comunità.
Da ultimo, l’intervento di Berdini, che legge direttamente dal testo di Abbruzzese. “Ha fatto tutto mia madre”, cita il responsabile di Pars nel raccontare l’esperienza di Sergio, oggi padre di famiglia. E poi la storia di Raffaella, ex-alcolista: “La Pars mi ha tolto la paura”. E ancora quella di Marta, che oggi lavora in un bar: “Sei sempre la stessa, ma sei diversa”, dice di lei il datore di lavoro. Riprendendo l’introduzione di Vittadini, il relatore conclude con una battuta: “Il giorno in cui lo stato legalizzerà la marijuana e l’hashish, noi canteremo De profundis”.
(A.B., G.G.)

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