Hassan e Marcus

Press Meeting

Wael Farouq, ospite ben conosciuto al popolo del Meeting e Docente di Lingua araba all’Università Cattolica di Milano, è apparso, orgoglioso ed emozionato, alle ore 15.00 nella Sala Poste Italiane A4. Insieme a Marina Eskandar e a Mina Salib, due ragazzi di Swap (Share with all people) presenta un nuovo lavoro del gruppo studentesco: la sottotitolazione del film Hassan e Marcus (2008), tra gli ultimi film recitati da Omar Sharif.

“La Swap è l’esperienza di un gruppo di ragazzi – esordisce il professore arabo – nato in Cattolica tre anni fa dall’amicizia tra studenti musulmani e cristiani, fra giovani che vogliono capire se stessi, valorizzando la propria identità e il valore della diversità”. In seguito alla crisi egiziana del 2013 e dall’incontro con le vittime di quella violenza, ascoltando le loro storie, questi ragazzi hanno compreso che potevano passare dal condannare il male a testimoniare il bene. La proiezione di questo pomeriggio nasce da tale desiderio in continuità con la mostra presentata durante il Meeting nel 2014: “Cercano il bene e lo testimoniano”.

Il film tratta di un incontro tra due famiglie egiziane, una musulmana e l’altra cristiana, è ricco di colpi di scena e di situazioni esilaranti: le due famiglie per proteggersi dagli estremisti religiosi di entrambe le parti, devono fingere, in un programma di protezione del governo, di essere l’una della fede dell’altra. “Abbiamo voluto trovare una forma artistica che parli al cuore di tutti anche con la diversità fra le lingue e le culture” sottolinea Farouq “non è stato facile far ridere arabi e italiani”. Hassan e Marcus fu la prima collaborazione tra Adel Imam e Omar Sharif, entrambi molto famosi in Egitto e in Medio Oriente. Fu un film controverso, boicottato dagli islamisti.

In un’intervista a un giornale egiziano, l’attore Imam afferma: “Il film si concentra sull’unità nazionale tra musulmani e cristiani, sul patriottismo e sulla cultura dell’altro, poiché la mancanza di questi fattori è molto più pericolosa dell’estremismo e della delinquenza e del terrorismo”. E in una altra intervista alla BBC news aggiungeva: “Ho dichiarato guerra agli estremismi, a coloro che fomentano le differenze, usando l’arte. Spero che cristiani e musulmani escano dai cinema e si abbraccino”.

“Si tratta di un film che non ha una conclusione, una soluzione, ma offre una proposta” sottolinea la giovane Marina Eskandar. Ed effettivamente al termine della proiezione, dopo aver riso di gusto, dopo aver provato un po’ di amarezza insieme ai protagonisti, scopri di avere gli occhi lucidi e nel cuore un piccolo seme di speranza. È il senso dell’ultima scena: i protagonisti, in uno scenario paradossale, si tengono la mano mentre intorno a loro imperversa la protesta che gli ha bruciato casa e vita. Ma quella mano resta legata.

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