Festa finale con robuste dosi di buon vecchio rock

Press Meeting

Sarà ricordata a lungo questa tappa del “The Ghost King Tour 2015” di “Miami & The Groovers” (www.miami-groovers.com). La band riminese, forte di un’esperienza di quindici anni e di un decennio di attività discografica ha chiuso il Meeting per l’amicizia fra i popoli con robuste dosi di buon vecchio rock davanti a un pubblico di tremila persone. “Il tour di quest’anno ci sta portando in decine di città di tutta Italia – commenta Lorenzo “Miami” Semprini, leader nonché fondatore del gruppo. “Ma un pubblico numeroso e caldo come quello del Meeting non lo dimenticheremo”.
La formazione che si è esibita sul palco dell’Arena Frecciarossa1000 D3 vedeva oltre a Semprini alla voce e chitarra armonica, Alessio Raffaelli alle tastiere e fisarmonica, Luca Angelici al basso e cori, Marco Ferri alla batteria, più due chitarristi ospiti, Claudio Olivieri e Marcello Dolci, che si è esibito anche al violino. “Ci ispiriamo alle più pure fonti del rock’n roll – spiega Lorenzo – da Chuck Berry a Johnny Cash, dai Clash fino a Springsteen”.
Ne sono riprova i brani scelti per la serata riminese, dove per accendere un pubblico già di per sé pronto a scatenarsi, “Miami” & band hanno optato per un repertorio per metà composto da brani originali e per metà di veri e propri classici del rock. Qualche titolo? Have you ever seen the rain dei Creedence Clearwater Revival, Wagon wheel (brano originariamente scritto da Bob Dylan poi modificato da Ketch Secor dei Old Crow Medicine Show), ma anche un commovente Folsom prison blues di Johnny Cash, per proseguire con il Lou Reed di Walk on the wild side e lo Springsteen di Johnny 99. Non potevano mancare poi altri evergreen come Great balls of fire di Jerry Lee Lewis e (I Can’t Get No) Satisfaction, brano feticcio dei Rolling Stones, ma perfino una rivisitazione rock di When the saints go marchin’ in.
Altrettanto apprezzati dai ragazzi in sala i brani originali della band, tratti sia dai primi cd (Tears are falling down viene dalla prima incisione della band, Dirty roads del 2005) sia dal più recente, The Ghost King, inciso nell’anno in corso, che dà nome al tour. Di questo album i Miami & The Groovers hanno eseguito The king is dead, Hey you, Hallelujah man, The other room, Waitin’ for my train, Spotlight e Heaven or hell. Conclusione in gloria con un trascinante Twist & shout di beatlesiana memoria. Così il grande rock saluta il Meeting. Ma tornerà presto a scaldare i cuori e le ginocchia nella fiera riminese. Fra un anno, è una certezza.

(E.A.)

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