Chi sono i supereroi

Press Meeting

Rimini, venerdì 24 agosto – “Che cos’è un supereroe? Non ne esiste definizione specifica. Un uomo con superpoteri forse, un uomo col costume. No, non tutti ne sono provvisti. Sono uomini normali che per un caso o per una volontà si elevano a un gradino più alto per difendere ciò che è il bene. Dotati a volte di superpoteri, dotati a volte di costumi, dotati a volte di un senso di sacrificio fuori dal comune. Un supereroe dà l’illusione di superare l’umanità. Tutti però si trovano a fare i conti col proprio limite umano”. Così recita il video introduttivo, mentre, accompagnati da un motivo trionfale, i tre relatori vengono accolti con grande entusiasmo dal pubblico presente nel Salone Intesa Sanpaolo A3. Marco Saporiti, CEO e founder DEseip s.r.l., introduce brevemente i due ospiti: Gabriele Dell’Otto, fumettista e illustratore romano, e Franco Nembrini, insegante e scrittore, ripercorrendone la biografia fino all’incontro tra i due, avvenuto nel 2013 in occasione di una lettura di Dante fatta da Nembrini a Roma. L’incontro è particolarmente coinvolgente: oltre che dagli interventi dei due relatori, che appaiono quasi come una chiacchierata tra amici, l’attenzione del pubblico è catturata anche da un disegno di Spiderman che Dell’Otto realizza sul momento.

Saporiti apre la questione dell’incontro partendo da una riflessione personale: “Fino a pochi anni fa odiavo i supereroi, perché pensavo fosse un mondo di buonisti, un po’ fenomeni. Ma dopo aver visto “Captain America: Civil War” mi sono accorto che c’è di più sotto al buonismo. La tematica di fare il bene è affrontata sotto molteplici aspetti, sfaccettata, perfino i cattivi agiscono per un bene loro, certamente malato, ma che è il loro ideale”.

Interviene Nembrini, riprendendo la mostra di Giobbe allestita nel padiglione A1. Lo scrittore, inter-rogandosi sul perché del Male, crede che “il fascino esercitato dai supereroi consiste nell’immagine che rimandano del nostro desiderio, e cioè che il Male sia vinto e che in qualche modo ci si trovi pro-tagonisti di questa lotta contro il Male e la menzogna. La questione dei supereroi è antica, risale persino alla mitologia classica, in un continuo rapporto ricercato, immaginato tra l’umano e il divino, perché l’uomo non può rassegnarsi al banale. Ha in sé ciò che ci è stato insegnato a chiamare cuore, si sente fatto per qualcosa di grande, e grande può essere solo Dio, allora si vuole diventare Dio. L’uomo dell’antichità viveva il dramma della tensione al divino e l’impossibilità di raggiungerlo, il folle volo destinato a fallire perché limitato da tempo e spazio. Le circostanze non si possono trattenere, Dante arriva al Purgatorio perché le accetta vivendole in Cristo”.

Dell’Otto riprende la questione aperta da Saporiti: “Le sfumature di bene che i fumetti rimandano sono simbolo dell’incertezza di fronte al reale che soprattutto i giovani di questi anni vivono. Perché i supereroi hanno sempre un sottofondo di malinconia? Perché anche con i superpoteri non sono Dio, quindi vivono l’insoddisfazione di non poter fare di più”.

Ma chi sono i supereroi nella vita di tutti i giorni? “Noi non abbiamo poteri speciali, ma con la consa-pevolezza dell’onnipotenza di Dio, in un’esperienza cristiana, lasciando che Dio usi la nostra vita, di-ventiamo partecipi di quella vita onnipotente in lui. A volte la realtà sembra un insieme di frammenti senza senso e allora ci sentiamo insicuri, incerti, ma, se lasciamo che Dio tiri l’ultima riga, prende forma un disegno spettacolare” spiega Nembrini. Dell’Otto aggiunge: “Si può fare una cosa straordinaria, cioè stare nella propria vita, limitata, difficile, quotidiana, e trovare quella punta di straordinario nel riconoscersi padre, fratello, marito, disegnatore, uomo, nello stare in relazione con la realtà”.

Nembrini sottolinea quanto questo rapporto totale con il reale sia fondamentale: “Dovremmo smettere di fidarci del pensiero e guardare la realtà, ridare al pensiero il suo giusto ruolo: una riflessione sulla realtà che accade”.
Un video conclude l’incontro, accompagnato da fragorosi applausi. “Eppure sempre in lotta, sempre a riaffermare, sempre a riprendere la loro marcia sulla via illuminata dalla luce. Spesso sostando, perdendo tempo, sviando, attardandosi, tornando. Eppure mai seguendo un’altra via”.

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