2. Il Caligola di Camus spettacolo inaugurale del Meeting 2010

Press Meeting

“Il cuore non è una complicazione della vita, argomento da poeti o da adolescenti – esordisce la presidente della Fondazione Meeting per l’Amicizia fra i popoli, Emilia Guarnieri – ma il segno che ogni uomo è rapporto con l’infinito”. E ricorda che questo rapporto è fondamento della libertà: “Ogni volta che il potere vuole privare l’uomo della sua libertà, si impossessa dei desideri dell’uomo, omologandoli o censurandoli”. Invece “investendo sul cuore, gli uomini si mettono insieme”, come testimonia la crescente internazionalità del Meeting, che vede quest’anno la partecipazione di volontari di 31 paesi diversi.

Matteo Lessi, portavoce e responsabile dell’Ufficio stampa, gira subito la questione sul “cuore” a Stefano Pesce, protagonista del “Caligola” di Camus che andrà in scena tra poche ore come spettacolo inaugurale del Meeting 2010, sollecitandolo a raccontare il suo coinvolgimento nella realizzazione del lavoro. “L’ho fatto, appunto, col cuore – risponde – e un cattolico direbbe che ‘è diventato carne’. Caligola desidera qualcosa che sta oltre il mondo, la luna, perché l’uomo è felice quando è libero da falsità, interessi e pregiudizi, cioè in punto di morte”.

Pesce prosegue sottolineando come tutta la messa in scena sia orientata a questo “oltre”, realizzando un teatro che riesce “ad interessare lo spettatore di oggi, già pieno di immagini”. E aggiunge: “Come attore, devo mettere le mani nella merda, qualcosa che mi coinvolge personalmente. Non è solo sudereccio, ma faticoso”

Il regista e produttore del Caligola, Otello Cenci, si inserisce nel tema della realizzazione scenica: “Per abitudine e sfida, il Meeting mette in cartellone opere che interrogano l’uomo” e sottolinea che “l’evento inaugurale, per una platea di oltre tremila persone, non può essere teatro in senso stretto, o almeno nel senso che gli si dà oggi.

Da tre anni la fatica della messa in scena utilizza ogni sorta di nuove tecnologie, rendendo gli spettacoli inaugurali degli eventi unici”. Così Caligola “più che nell’aspetto politico o sociale, viene sorpreso in ciò che lo muove, nell’origine, nel desiderio del cuore” e costituisce quindi il lancio di una provocazione: “Non esaurisce il tema, ma lo apre”.

(Ant.C.)
Rimini, 22 agosto 2010