15. Fondazioni per un mondo che cambia

Press Meeting

Ha preso il via oggi una serie di incontri, che nei giorni del Meeting metterà a confronto l’esperienza di Fondazioni italiane e straniere operanti in particolare nei settori del welfare e dell’educazione. E non si poteva non partire che con la presentazione della Fondazione per la Sussidiarietà, presieduta da Giorgio Vittadini, con l’introduzione di Carlo Lauro docente di Statistica all’Università Federico II di Napoli e responsabile dell’Area Ricerche della fondazione stessa, seguita dagli interventi di Dario Chiesa, responsabile del dipartimento Relazioni internazionali e di Tommaso Agasisti ricercatore nel dipartimento di Ingegneria gestionale del Politecnico di Milano.
La rappresentazione del mondo che cambia, ha rimarcato Agasisti, si traduce solitamente nell’elencazione di problematiche ineluttabili, come la globalizzazione o i fenomeni migratori, ritenuti risolvibili solo con grandi interventi riformatori che chiamano in causa le competenze e la responsabilità della politica e dell’economia.
“In questo modo però – ha spiegato il relatore – si tende a non considerare il ruolo delle persone nelle loro aggregazioni non istituzionali, anche se ultimamente si riconosce la funzione delle cosiddette organizzazioni del terzo settore non solo nello svolgimento di compiti residuali”. Nel contempo il principio di sussidiarietà si è andato affermando, “ma la sua messa in pratica è accompagnata da non poche ambiguità che vorrebbero confinarlo a un sistema di deleghe dall’alto verso il basso tra i vari livelli di governo istituzionale”.
La dottrina sociale della Chiesa ricorda invece, precisa Agasisti, che “non c’è possibilità di aiutare la persona nel suo cammino di vita senza prestare attenzione alla sua rete di relazioni”, evidenziando così la possibilità di un ben maggiore sviluppo del principio di sussidiarietà e di esiti significativamente diversi nella risposta ai problemi concreti delle famiglie e della società civile in un mondo che cambia vorticosamente.
Notevoli le conseguenze di questa impostazione in campo educativo. “Significa superare l’idea di scuola pubblica come trasmissione a tutti degli stessi contenuti e modalità di insegnamento, orientandosi a un sistema che attraverso la pluralità di soggetti operatori e di proposte educative renda la famiglia libera di scegliere l’insegnamento per i propri figli”, è la conclusione del relatore. Riguardo al welfare, sussidiarietà poi significa riconoscere che il bisogno della famiglia “non può essere deciso dall’autorità pubblica secondo criteri generalizzati, ma permettendo alla famiglia stessa di scegliere la soluzione più adatta al proprio bisogno tra le offerte dei vari soggetti operanti”.
Agasisti ha anche illustrato l’attività della Fondazione, soffermandosi in particolare sugli strumenti informativi e le pubblicazioni periodiche quali ilSussidiario.net – quotidiano online che ha raggiunto due milioni di lettori – e i Quaderni della Sussidiarietà che documentano l’attività di ricerca nei settori di intervento della fondazione, sottolineando anche la promozione di lavoro politico di cui è prova il gruppo interparlamentare per la Sussidiarietà.
Carlo Lauro e Dario Chiesa hanno poi risposto agli interventi e richieste di chiarimenti del pubblico presente in sala che ha accolto positivamente il loro invito a rendere l’incontro stesso – così come auspicabile per i prossimi giorni – una proficua occasione di “laboratorio”.

(M.B.)
Rimini, 22 agosto 2010