149. Caffè letterario. “BLUFF” di Marco Cobianchi con l’intervento di Giulio Tremonti.

Press Meeting

Un sottotitolo esplicito: “Perché gli economisti non hanno previsto la crisi e continuano a non capirci niente”, opera di Marco Cobianchi, economista ed autorevole editorialista e collaboratore di testate economiche. Un excursus, ha ricordato il presidente del Centro culturale di Milano Camillo Fornasieri presentando l’autore, sugli articoli dei giornali dall’inizio della crisi fino ad oggi, scritti dai maggiori economisti italiani.
Leggendo i loro editoriali si evince che nessuno di loro ha previsto la crisi e, peggio ancora, hanno ritenuto che potesse essere solo temporanea e passeggera. Quali i motivi che hanno condotto a sbagliare? “La cultura economica da cui provengono – per Fornasieri – è quella dominante sulle pagine dei maggiori quotidiani nazionali, che crede ciecamente nell’autoregolamentazione, nell’efficienza del mercato, anziché quella che ha al primo posto l’uomo, l’etica, la solidarietà”. Altra conseguenza è stata l’aver dato ricette sbagliate. Forse la più nota, non certamente l’unica, a proposito del crollo delle banche: “Fatele fallire tutte”.
“Dubitavo della possibilità che un libro così trovasse un editore”, è stato l’esordio del ministro Giulio Tremonti. “La crisi si è puntualmente avverata”, ha aggiunto con riferimento alle previsioni che invece vedevano rosa. “Quello che colpisce è che nessuno di questi ha mai detto: ‘Ho sbagliato’. Nell’ultimo decennio l’economia ha cessato di considerarsi una disciplina sociale, ma si configura come un meccanismo autoregolamentante, basato su serie di risultati inestricabili, inserito nella logica di un potere al servizio dell’ultima ideologia dominante: il mercatismo”. La realtà secondo il ministro si è sviluppata in modo diverso e la globalizzazione non poteva ridursi all’ideologia mercatista. “Quello che sta succedendo – è la diagnosi – deriva dalla globalizzazione, che ha nel contempo elementi di stabilità e di instabilità. Nessuno ha capito quanto è cambiata la velocità del mondo. Veramente rimarchevole è il fatto che il ‘coro’ continua. Se avessero il buon gusto di stare zitti per un anno (e oltre) ci guadagneremmo tutti. Anche loro”.

(M.T.)
Rimini, 28 agosto 2009